LA MICROPGIMENTAZIONE DELL’AREOLA MAMMARIA

La procedura di ricostruzione dell’areola mammaria costituisce un vero e proprio piccolo miracolo per le donne che si sono sottoposte a operazioni chirurgiche al seno o che hanno subito il fenomeno della decolorazione dell’areola, ad esempio a seguito di una gravidanza o dell’allattamento. Questa tecnica permette di ripristinare la naturale bellezza del seno e di ridare fiducia alle donne riguardo la loro femminilità.

 

In cosa consiste la tecnica?

La micropigmentazione dell’areola mammaria può essere definita un tatuaggio medico che prevede l’inserimento sotto la pelle di un pigmento volto a ricostruire e ricreare la zona dell’areola e del capezzolo. L’obiettivo è quello di andare a ridisegnare un’areola quanto più naturale possibile e quanto più simile a quella dell’altro seno. Per fare ciò, si utilizzano macchinari specifici che montano aghi, i quali, a loro volta, trasportano il pigmento sotto la pelle. Si tratta sempre di materiali completamente sterili.

Per poter praticare tale procedura è necessario possedere della capacità specifiche ottenute mediante un training dedicato. Inoltre è consigliabile accumulare una buona quantità di esperienze e fare tanta pratica. Trattandosi poi di una questione molto delicata anche a livello psicologico, è necessario mantenere sempre le dovute sensibilità ed educazione.

areola

Quali trattamenti sono possibili?

 

  • Con la tecnica della micropigmentazione dell’areola mammaria è possibile ridisegnare da zero un’areola nel momento in cui questa non fosse più presente oppure modificarne forma e colore a seconda delle esigenze.
  • Dopo una mastectomia, ad esempio, sarà necessario ricreare completamente l’areola. Per poterlo fare in modo eccellente, bisogna combinare doti tecniche, scientifiche e artistiche.
  • Un’altra possibilità con la micropigmentazione dell’areola mammaria è quella di coprire le cicatrici dovute a operazioni di aumento o riduzione del seno. Oltre a provocare cicatrici, questo tipo di operazioni possono anche causare una malformazione del seno. In questi casi sarà necessario intervenire con la micropigmentazione per renderlo nuovamente simmetrico rispetto all’altro.
  • Un’ulteriore situazione problematica che la micropigmentazione può risolvere è quella della decolorazione dell’areola. Può capitare, tanto agli uomini quanto alle donne, di presentare areole troppo pallide, poco definite, troppo piccole o asimmetriche. Queste imperfezioni possono essere tranquillamente corrette e risolte con la micropigmentazione.

ALCUNI ESEMPI

Qui di seguito tre esempi di ricostruzione dell’areola mammaria eseguite da Claudio Pittan. Il trattamento 3D risulta sempre ottimale riuscendo a garantire la massima naturalezza e il ripristino estetico e psicologico della paziente.

Ripristino Areola 1

Ripristino Areola 2

Ripristino Areola 3

Il consulto preliminare per la ricostruzione dell’areola

A prescindere da quale sia il problema nella specifica situazione, è necessario un consulto preliminare prima di sottoporsi al trattamento di ricostruzione dell’areola mammaria tramite micropigmentazione. Durante la fase del consulto si discutono le varie parti del trattamento e le sue varie caratteristiche. Ad esempio, si valuta lo scopo della procedura, si sceglie il pigmento più adatto, si chiariscono le proprie aspettative, si ricordano le precauzione pre e post trattamento, il periodo di guarigione etc. Un professionista serio e con esperienza sarà in grado di fornire a ogni paziente un’analisi dettagliata della sua situazione specifica, così da offrigli il trattamento su misura migliore possibile e fargli capire chiaramente a cosa sta andando incontro, perché e come si svolgerà il tutto. E’ molto importante una buona comunicazione in questa fase, così che entrambe le parti siano totalmente consapevoli.

Quante sedute sono necessarie?

E’ probabile che serva più di una seduta per ottenere il risultato prefissato. Di solito, si parla all’incirca di 2-3 sedute. E’ inoltre necessario ricordare che, come in tutte le procedure di micropigmentazione, il pigmento inizia a svanire dopo qualche tempo. Per questo bisogna mettere in conto delle successive sedute di mantenimento. La frequenza di queste dipenderà da diversi fattori, quali le dimensioni dell’area pigmentata, l’esposizione al sole, il colore del pigmento eccetera.

Cosa succede dopo il trattamento?

Appena dopo il trattamento, la zona interessata apparirà più scura di come andrà poi a essere effettivamente. Di solito, la colorazione iniziale svanisce circa del 50% rispetto a come è all’inizio.

La micropigmentazione non è una procedura particolarmente invasiva. Un leggero gonfiore dopo il trattamento è del tutto normale. In ogni caso, trattandosi di un processo durante il quale la pelle viene bucata, sono necessarie alcune precauzioni per evitare infezioni.

I principali rischi del trattamento sono di allergia al pigmento o di infezioni. Altre problematiche sono, ad esempio, che l’areola disegnata non sia perfettamente identica all’altra, che il colore svanisca nel tempo, che il pigmento espanda o che non risulti uniforme. Tutte queste possibilità vengono illustrate durante il consulto ed è comunque possibile evitarle, nella maggior parte dei casi, seguendo dei piccoli accorgimenti e rivolgendosi a professionisti.

Come comportarsi dopo il trattamento?

Ecco alcuni accorgimenti e comportamenti da tenere dopo il trattamento per evitare problematiche e per far in modo che il risultato sia il migliore possibile. Innanzitutto bisogna evitare, mentre si fa la doccia, di mettere la zona interessata direttamente sotto il getto dell’acqua. Inoltre, è importante non toccare le crosticine che si potrebbero formare dopo il trattamento e assolutamente non staccarle. Dopo il trattamento è poi opportuno evitare luoghi dove prolificano i germi, come le palestre, dato che questo potrebbe provocare un’infezione. Un ultimo accorgimento: sempre applicare una protezione solare alta sulla zona trattata.